Naga
Secondo i tyriani che visitano Cantha, le forme serpentine dei Naga ricordano i Dimenticati del continente settentrionale, ma in realtà le due razze non hanno un’origine comune. Come i Guardiani, i Naga hanno perso le loro case quando il Vento di Giada cristallizzò l’ambiente. Ma la popolazione dei Naga, creature d’acqua simili ai serpenti di mare evolutesi in una cultura che viveva in pace con gli umani, si estinsero quasi del tutto a seguito del grido di morte di Shiro. Migliaia rimasero bloccati nel mare quando si solidificò in giada. Centinaia di loro, mercanti e mercenari, morirono sulla terra insieme agli umani di Cantha. Gli unici Naga che sopravvissero furono quelli che si trovavano in luoghi abbastanza lontani da non rimanere intrappolati quando l’acqua si trasformò in giada; quei sopravvissuti (poche dozzine), terrificati, si sparpagliarono.
Se non fosse stato per l’opera di una sacerdotessa Naga di nome Hanasha Coralfin, l’intera razza si sarebbe estinta nel giro di pochi anni, forse di mesi. La sacerdotessa utilizzò tutti i poteri che le restavano per rianimare i sopravvissuti che riuscì a trovare, e questi le portarono nuovi sopravvissuti, finché riuscì a radunare una tribù di circa 40 Naga. Sotto la sua guida, i Naga abbandonarono i loro antichi codici morali ed iniziarono a riprodursi liberamente e con maggior frequenza, nella speranza che un giorno l’avrebbero fatta pagare agli umani per il disastro provocato.
Ora, a distanza di 200 anni, i Naga non sono più quella cultura pacifica che conviveva sulla costa con i canthiani; hanno riconquistato con l’aggressione alcuni tratti di mare cristallizzato e di costa pietrificata e rendono i viaggi per mare ancora più pericolosi.





















